Luleå al centro del mondo

Logo (che adoro) della LTU, Luleå Tekniska Universitet

Siccome non volevo citare Jovanotti, o Lorenzo, come si fa chiamare ora (forse… non sono poi così aggiornata, devo ammettere), ho modificato un po’ il titolo del post. Un post che, se non si fosse ancora capito, parla di quanto internazionale possa essere un centro così remoto come Luleå. La mia prospettiva è sfalsata, certo, ha un punto di vista particolare, poiché scrivo da expat: per una volta non faccio parte di noi, bensì degli altri. Ma chi sono questi altri? 

Una vasta comunità multilingue che accresce notevolmente il numero della popolazione svedese. Si tratta, in primo luogo di persone che affollano l’università, rendendo le sue aule, le mense e i corridoi “un’isola” dove si può vivere tranquillamente anche senza conoscere lo svenska. Sono studenti venuti da altrove, erasmus o meno, ma anche dottorandi, ricercatori, professori e via dicendo. Però non è tutto qui.

 

The Bishops Arms, Luleå (interno)

Visto e considerato che la vita sociale, nel Norrbotten, sembra girare attorno ai social network, mi sono iscritta a questo gruppo facebook di english speakers della zona. Così, venerdì scorso, in occasione di San Patrizio, sono andata a conoscerli nell’unico pub che effettivamente vi sia a Luleå. A parte il chiasso, a volte estremo, e la folla (la prima e unica volta, credo, che vedrò la fila fuori da un locale), è stato incredibile incrociare, in qualche modo, storie tanto diverse. Ho incontrato persone che vengono dall’Inghilterra e dall’Irlanda, ma anche dagli Stati Uniti (California e Alaska!), dall’Australia e dalle Filippine.  

 

E poi lunedì ho iniziato lo SFI, che fondamentalmente è un corso intensivo di svedese per immigrati, fornito gratuitamente dallo Stato: perciò per tre ore, tutte le mattine tranne il martedì, vengo catapultata in questo nuovo mondo. Un universo incredibile, dove gli stimoli sono continui, soprattutto perché siamo tutti motivati a imparare qualcosa e a farlo il più in fretta possibile.
E poi è un intreccio di vite ancora diverse: c’è chi ha seguito qualcuno, e chi, invece, è scappato dal suo Paese, laddove la situazione si è fatta invivibile. Veniamo dall’Italia, dall’Ukraina, dal Giappone, dal Myanmar e dalle Filippine. Ma, come se non bastasse, veniamo anche dallo Zambia, dall’Eritrea, dalla Siria.

Venerdì scorso, un soldato americano ormai in pensione mi ha detto che secondo lui a Luleå ci si arriva per amore. E la frase mi ha fatto sorridere. Perché pur nella sua disarmante semplicità, contiene una verità indiscutibile.

2 pensieri riguardo “Luleå al centro del mondo

  1. In bocca al lupo col svedese! Dovuto ai mezzi di comunicazione social ho l’impressione che ” tutto il mondo è un paese ”….. Pero bello che siano lezioni intensive di svedese per gli expat / emigranti. Il mio corso intensivo di italiano si chiamava’ ”dottorato ”. :))) Baci!

    1. Ciao Oana, crepi il lupo! 🙂 Sì, hai ragione, sui social l’impressione di essere tutti insieme ovunque è amplificata, ma non pensavo di trovarla anche in un centro medio-piccolo del nord Europa.
      Ahahahah, e il tuo corso intensivo di italiano sappiamo quanto sia stato duro… :-O Un abbraccio, a presto.

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