Di luoghi e memoria: le foto di L.M. Thompson

Linda Maria Thompson, In Place of Memory – Umeå, Västerbottens museum

Qualche settimana fa, quando sono andata a Umeå, ho fatto il pieno di musei e mostre. Sono stata al Bildmuseet, al Kvinnhistoriskt museum (il museo della storia della donna durante il XX secolo) e al regionale Västerbottens museum − perché sì, 300 Km circa più a sud di Luleå si passa in un’altra regione, dal Norrbotten al Västerbotten.

Ed è in quest’ultimo luogo che sono rimasta rapita da In Place of Memory, una esposizione fotografica con lavori di Linda Maria Thompson. Sin da subito, la mostra ha catturato la mia attenzione perché affronta tematiche che sento vicine; e poi prende avvio da una citazione di Lucy Lippard (scrittrice e studiosa che amo molto) che dice più o meno: “Le fotografie hanno a che fare con la memoria − o meglio, con l’assenza di memoria, dal momento che le immagini hanno il compito di riempire i vuoti, illustrando e talvolta falsificando la nostra memoria collettiva”.

Di che cosa parla, dunque, l’esposizione? La fotografa, americana per parte di padre e svedese per parte di madre, tra il 2013 e il 2015 fa visita ad alcuni dei villaggi che hanno fatto parte della sua infanzia, quando d’estate si recava dai nonni, nel nord della Svezia, a trascorrere le vacanze. Un effetto madeleine visivo, insomma, che si propone di scoprire la nuova identità di alcuni luoghi dell’Ådalen, tra Ramvik, Högsjö e Utansjö, interessati da un grande cambiamento. 

Linda Maria Thompson, In Place of Memory
Linda Maria Thompson, In Place of Memory

People have always been in migration (le persone sono sempre state dei migranti), dice la Thompson. E in alcune aree della Svezia succede proprio questo: se da un lato i centri più piccoli sono abbandonati dalle giovani generazioni, che vanno altrove, dall’altro vengono ripopolati dalla presenza di richiedenti asilo politico e dai “returners” che decidono di riavvicinarsi alle loro radici. 

Solo immagini, in apparenza. Eppure dietro a ogni singolo scatto, si nascondono storie, strade, desideri e rimpianti… il passato e il presente, finalmente, riprendono a dialogare e si uniscono, in un filo continuo che arriva fino a oggi. Sono immagini che raccontano luoghi e momenti ben precisi ma, al tempo stesso, coinvolgono anche tutti noi, che stiamo a guardare. Dall’altra parte.

Per chi capitasse a Umeå, la mostra è visitabile al Västerbottens museum ancora per qualche giorno, fino al 23 aprile. Online si può trovare l’omonimo catalogo, In Place of Memory, della Teg Publishing.
Ancora, per chi volesse seguire l’artista via web, ecco il suo sito.

Catalogo della mostra In Place of Memory, Teg Publishing

* Immagine di copertina: Linda Maria Thompson, In Place of Memory

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