La vera primavera lappone di Luleå

Sono bastate tre settimane in terra italica per ritrovare, al mio ritorno, una Luleå completamente diversa. Mi avevano avvisato che la primavera lappone, quando arriva, si manifesta in maniera fulminea, e così è stato: è letteralmente scoppiata, producendo più che un pop, un sonoro boom. Così oggi, dopo la lezione di svedese all’SFI non ho potuto ignorare tutto il movimento per la città e mi ci sono immersa. Che cosa è cambiato di preciso?

Dalla finestra, alle 22.30 di ieri sera (7 giugno 2017)
  • La cosa più evidente è che ormai siamo vicini alle 24 ore di luce: a oggi il sole tramonta alle 23.30 e sorge all’1.30, quindi il cielo non diventa mai realmente scuro. E la corsa della luce prosegue, di minuto in minuto, fino al solstizio d’estate.
  • L’effetto più visibile della luce prolungata (a parte l’insonnia) è la fioritura repentina delle piante, che da un momento all’altro si sono riempite di gemme e, poi, di foglie. Ora è tutto verde e mi sembra incredibile.
  • Alla mia partenza c’erano ancora notevoli residui di ghiaccio sul mare, mentre ora la distesa è tutta d’acqua: quando passo in autobus divoro ogni dettaglio dello scenario perché ancora non mi capacito della situazione.
Betulle e mare del Golfo di Botnia
  • Sono tornati gli uccelli, e soprattutto i gabbiani, perciò anche lo scenario sonoro è diverso.
  • Senza neve e gelo scopri che Luleå è piena di gradini, ovunque. E una volta uscito il sole, capisci perché: la gente si riversa in massa fuori dalle case e si siede un po’ dappertutto: dopo mesi e mesi di freddo desideri che le ossa si sciolgano al caldo.
  • Tutto questo riversarsi fuori riguarda quindi le persone, che si tolgono più vestiti di dosso, per quanto possibile, ma anche i locali, che si espandono, con immensi déhor, lungo le strade della città.

Niente, ci sono 19 gradi, si sta benissimo e sono anche io (io!) un po’ lucertola al sole: oggi mi sono sentita (quasi) come a Miami. Giusto un pelo più a nord.

2 pensieri riguardo “La vera primavera lappone di Luleå

    1. Uuh, decisamente sì! 🙂
      (però qui dove la temperatura è mite, ancora non riesco a concepire il caldo marittimo nostrano)
      Comunque… imbottiamoci di vitamina D!

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