Solstizio d’estate… è tempo di midsommar!

Museo Hägnan (Gammelstad), 23 giugno 2017

Il 21 giugno, solstizio d’estate, per la Svezia è un giorno importante: durante il weekend seguente si celebra infatti il midsommar. Seguendo un’antica tradizione, questo giorno (che letteralmente significa di “mezza estate”) è un inno alla luce, alla natura e, più in generale, un saluto a braccia aperte alla bella stagione, che porta con sé una serie di miti e riti ancora attuali. 

I festeggiamenti iniziano il venerdì (ieri), giorno del midsommarafton (la vigilia) in cui si esce e si sta all’aperto tutti insieme. Si intrecciano ghirlande di fiori, si cantano e ballano canzoni tradizionali attorno al midsommarstång – un palo verdeggiante, simbolo di buon auspicio e prosperità – e si mangiano piatti tipici, a base di aringhe e salmone. Chi non partecipa alle feste organizzate nelle varie città, griglia all’aperto, in spiaggia, in parchi pubblici o anche nel giardino di casa propria. 
Una delle storie legate a questa festività che più mi ha colpita, soprattutto perché diffusa in un Paese così “paritario”, è quella legata alle ghirlande di fiori: un tempo, infatti, di venerdì, le bambine venivano invitate a comporre la loro ghirlanda che, messa sotto al cuscino, le avrebbe aiutate a sognare e svelare l’identità del loro futuro marito.

Museo Hägnan (Gammelstad), 23 giugno 2017
Museo Hägnan (Gammelstad), 23 giugno 2017

Quella seduta a fianco a me, sull’autobus stracolmo di gente, con la sua coroncina in capo e il gelato in mano, sembrava invece molto più moderna. Dopo i primi momenti di imbarazzo, ha iniziato a parlarmi e quando le ho detto di rallentare perché non parlo molto lo svedese mi ha guardata con una certa aria di disappunto, ma ha proseguito comunque, cercando di sapere tutto sulle bacche verdi della mia corona.

A Luleå le feste della vigilia del midsommar si sono svolte in vari punti della città: io ho scelto Gammelstad e la giornata è andata più o meno così. Un viaggio d’andata in un autobus stracolmo, con alitate alcoliche da parte di alcuni passeggeri e un braccio (mio) schiacciato dietro la porta del bus. Una corona di fiori troppo grande, più simile a un cespuglio o a una chioma d’albero, ma tuttavia carina. Canti e balli. Un pranzo a base di fika (torta cannella e carote) e pane con patate (non mangio le aringhe). E tante foto. 

Ritornata in città, si prende la bici perché i mezzi pubblici sono soppressi dalle 14 in poi. E tanti saluti dai cortili: glad midsommar! Oggi la giornata si trascorre a casa, in attesa di amici. 

 

 

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