Un sospiro dalle bianche scogliere di Dover

Prima di ritornare alla “normalità” con i post a tema (quasi esclusivamente) nordico, voglio scrivere un ultimo excursus, dedicato a uno dei luoghi più incantevoli ed emozionanti che mi sia capitato di visitare questa estate – New York a parte, ovvio. Delle due settimane trascorse in Inghilterra, e più precisamente nella regione del Kent, con un gruppo di ragazzi in vacanza studio, mi sono rimaste impresse alcune cose: l’accoglienza generalmente fredda da parte dei locali, soprattutto anziani, che mi ha un po’ aperto gli occhi sulle ragioni del Brexit, e il clima piovoso da English summer rain (dissero un tempo i Placebo). E posti bellissimi, a partire dalla fiabesca Canterbury, dove abbiamo soggiornato, passando per Leeds Castle e la romantica Whitstable, dove si mangiano ostriche deliziose, fino a Rochester.

Dover – sulla destra il porto (luglio 2017)

Uno, però, è diventato il mio luogo del cuore: Dover. Al centro di imprese militari, in particolare durante le due guerre mondiali, la città occupa una posizione strategica, aprendosi sull’oceano, a pochi chilometri dalla costa francese e da Calais (che dista solo un’ora e mezza di traghetto). Nonostante la cittadina, di per sé, non sia niente di speciale, un po’ fuori dal centro regala uno spettacolo naturalistico incredibile: quello delle bianche scogliere. E la magia è stata ancora più grande, perché il percorso per arrivarci è risultato quasi rocambolesco.

 

Non ci sono mezzi pubblici che collegano il centro con le bianche scogliere di Dover, perciò le possibilità sono tre:

  • o si ha una macchina propria
  • o si va a piedi, ma il percorso di un’ora è costituito da una semplice strada asfaltata dove le macchine sfrecciano senza badare troppo ai pedoni e il clima difficilmente è favorevole
  • oppure si chiama un taxi (il costo è circa 10/13 pound a tratta).

Noi, essendo in otto, chiamiamo un minibus. Perciò, tutti stipati nel veicolo e mezzi infreddoliti, andiamo alla conquista della costa. Peccato che l’autista ci lasci in un punto imprecisato, verso la fine del percorso, sotto l’acqua, in balia di folate di vento che rendono inutile qualsiasi ombrello. Un po’ spiazzati, proseguiamo a piedi, senza una visuale chiara e senza una mappa. Per fortuna, in breve raggiungiamo il centro informazioni e, da lì, in dieci minuti a piedi, l’ingresso vero e proprio del parco, che corrisponde al primo punto panoramico.

White cliffs of Dover (luglio 2017)
Castello a baia di Dover visti dalle scogliere (luglio 2017)

E, niente da dire, le white cliffs of Dover sono una vera meraviglia della natura. L’imponente spettacolo che si apre, tutt’attorno, fa quasi mancare il fiato. Allora non resta che camminare, seguendo i vari percorsi suggeriti dai sentieri tracciati: alcuni decisamente panoramici, altri decisamente vertiginosi, basta scegliere. Potenzialmente, si può arrivare ovunque, alla spiaggia nera come la pece, al faro (distante circa mezz’ora a piedi), o ai tunnel Fan Bay Deep Shelter, da visitare in tutta sicurezza in compagnia di una guida. Noi, dopo una passeggiata di un’ora, siamo dovuti tornare indietro, perciò rimando le escursioni alla prossima avventura.

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