Caffè, con formaggio o senza?

Kaffeost (immagine da internet)

Buongiorno. È tarda domenica mattina, l’ora del brunch. Mi sembra quindi il momento opportuno per introdurre, hic et nunc, una delle tradizioni tipiche della Lapponia svedese: il kaffeost. La parola è facile da scomporre: kaffe [caffè, facile] + ost [formaggio, meno facile]. Il risultato, appunto, è un ‘latticino da caffè’, ed è meno disgustoso di ciò che un italiano si può immaginare. Lo dico per esperienza personale. 
Cos’è, in altre parole, questo kaffeost? Si tratta di un formaggio a pasta semi-morbida, venduto in forme rotonde e piatte che, a prima vista, assomigliano curiosamente a delle piadine (da lontano non avrei detto fosse formaggio). Ha un sapore delicato − quasi nullo, a dirla tutta − e una consistenza gommosa, simile all’halloumi.

 

Kaffeost, ricetta della Lapponia finlandese (immagine da internet)

Originario della Lapponia, si mangia in due modi, differenti a seconda della zona di consumo: in Finlandia viene generalmente servito con panna (liquida) hjortron, un frutto di bosco delizioso, di colore arancio, che risponde al nome italiano di camemoro − ma no, non ne avevo mai sentito parlare, né l’avevo mai visto prima di trasferirmi qui.
Nell’area del Tornedalen − una valle che fiancheggia il fiume Torneo, al confine tra la Svezia e la Finlandia −, invece, viene semplicemente tagliato a cubetti e messo nel caffè bollente

Kaffeost, questa mattina (febbraio 2018)

Incuriosita da questa faccenda, e ormai in terra lappone da un anno, mi sono decisa. Al mercato di Jokkmokk, la scorsa settimana, ho comprato questo kaffeost. Da allora, tutte le sere ho accuratamente accarezzato l’idea di potermelo finalmente gustare, ma poi il mio ego italico si è sempre fatto avanti, recalcitrante: e ha vinto.
Fino a questa mattina. Insieme ai pancakes e alla frutta, mi sono decisa. 
Com’è? In realtà niente di strano, ma non sono sicura di volerlo riprovare. Magari la prossima volta proverò la ricetta finlandese… eh?

 

 

Lascia un commento