Il cielo di Luleå, dalla finestra di casa, si presenta così. Palpita e sanguina, sanguina e palpita. 
Vero, anche a Milano capitano, talvolta, albe o tramonti dai colori incredibili, ma questi si rincorrono in quelli che io (e mica solo io, poi) chiamo “i cieli profondi del nord”. Se li osservi in maniera continuativa, vedi le nuvole scorrere velocemente e sei talmente sovrastato dalla loro profondità, da avere l’impressione di esserne quasi inghiottito (ah, il sublime! direbbero i Romantici).

  

Ho provato quindi a uscire di corsa − per quanto si possa andare veloci su strade che sono lastre di ghiaccio, andando al porto per cercare di assistere al sorgere del sole, ma ormai lo spettacolo era già finito. In compenso, lungo il percorso, ho trovato il negozio in cui si cela la prossima malcapitata che avrà il malaugurato onere di tagliarmi i capelli.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

4 commenti

Federica · 20 Gennaio 2017 alle 19:42

Ti sto immaginando “correre” sul ghiaccio in stile Full Metal Jacket :-).
Che meraviglia, un cielo che fa sognare di volare!

    lamiavitasenzatacchi · 22 Gennaio 2017 alle 17:01

    Ahahahha, più che correre… scivolare 😉

nunziata · 21 Gennaio 2017 alle 0:30

bellissimo!

    lamiavitasenzatacchi · 22 Gennaio 2017 alle 17:02

    Vero Nancy? Un abbraccio!

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