Boden, avamposto militare

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Non molto più in là rispetto a Gammelstad, a un’altra mezz’ora di autobus, si trova la cittadina di Boden. Nonostante la breve distanza e nonostante lo spostamento a nord sia lieve, il clima qui è leggermente più freddo di Luleå, considerata anche la posizione della città, nell’entroterra. 

Il centro è piccolo, si può visitare in giornata, insieme a Gammelstad, e ha una caratteristica particolare: Boden, nella storia moderna, si sviluppa con una forte vocazione militare. Bisogna difatti sfatare l’idea che la Svezia sia sempre stato un Paese tranquillo, marginalmente coinvolto dai conflitti del XX secolo: non a caso, proprio all’inizio del Novecento, qui viene costruita una fortezza per cercare di contrastare una possibile minaccia russa che, passando attraverso la Finlandia, sarebbe potuta arrivare a invadere la Svezia.
Così, questa terra di confine, dalla Prima guerra mondiale sino alla Guerra fredda, diviene un avamposto difensivo per l’intero Paese. E ancora oggi il distretto militare − in parte ancora in uso − appare spropositatamente grande, soprattutto se paragonato alle minute dimensioni della città, dove tutto sembra trovarsi all’interno del suo centro commerciale. Recentemente, perciò, a causa e grazie al progressivo disarmo dell’esercito nazionale, il numero della popolazione è leggermente diminuito.

Costruzione della fortezza di Boden

Tracce di questa identità di Boden si possono facilmente ritrovare nel museo che ospita, situato appena fuori dal centro: il Försvarsmuseum, tradotto in italiano come il “Museo della difesa”. Gli spazi di questo museo ospitano infatti cimeli atti (divise militari, armi, carri armati ed elicotteri) a ricostruire la storia militare svedese, dalla fine del XIX secolo a oggi. Un posto interessante, quindi, seppur manchevole di sufficienti traduzioni in inglese (sono presenti dei riassunti nella prima parte, che poi tendono a sparire), anche perché, al termine del percorso, tenta di “fare il punto” della situazione bellica attuale. Lì, davanti a noi, una lavagna su cui è tracciata una mappa che indica i luoghi del mondo al centro di conflitti che sono ancora in corso.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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