Questo, nella Lapponia svedese non è decisamente un miracolo: quando arriva il freddo e le temperature si abbassano, a Luleå succedono cose spettacolari. La trasformazione del Mar Baltico in una grande distesa ghiacciata è una tra le tante. Perciò, approfittando di una giornata di sole (perlomeno, così pensavo quando ho messo piede fuori casa), sono finalmente uscita a fare una passeggiata sul ghiaccio.

Gli svedesi nativi del Norrbotten dicono che, per sostenere un peso umano, la lastra debba essere di 10 centimetri circa (spessore che viene costantemente tenuto sotto controllo): qui anche le macchine usano il mare come scorciatoia e strada alternativa rispetto al tracciato viario consueto, perciò mi sento abbastanza sicura.

Per poter comodamente camminare sulle acque, però, è meglio andare oltre le semplici scarpe da neve, che slittano insistentemente a ogni passo. Le alternative, quindi, sono due: comprare un paio di scarponi da ghiaccio (tipo gli Icebug), oppure dei ramponcini che, all’occorrenza, possono essere collocati su diversi tipi di calzatura. La seconda opzione è quella che ho scelto io. Anche se, nel giro di un’ora, sono stata superata da bambini che giocavano a hockey, sportivi alle prese con la camminata veloce, signorine con il cane e signori di tutte le età sui pattini (il mio prossimo obiettivo). Poi, curiosa, mi sono fermata a osservare un gruppo di coraggiosi grigliatori.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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