A scanso di ogni possibile equivoco o ritrita battuta, ci tengo subito a precisare che  fika è una parola svdese traducibile in un mix tra “pausa caffè” e “merenda”, anche se qui in Svezia viene percepita in maniera diversa da come la intendiamo noi. Negli ambienti lavorativi, ad esempio, sono previste due fika, una al mattino e una al pomeriggio, con orari più o meno regolari. Durante questi momenti, i colleghi si ritrovano e scambiano due chiacchiere, oppure si riuniscono per aggiornarsi sul lavoro svolto.

Foto da www.stoccolmaenoi.wordpress.com

Un semla da Bensbyns brödbutik och café, Luleå

Tra una chiacchiera e l’altra si sorseggia del caffè, di cui gli svedesi sono fieri consumatori (si parla di un consumo pro capite pari a circa 9 chili all’anno), comunque intercambiabile con altre bevande calde, e si mangiano dei dolci tipici. Oggi, ad esempio, essendo Martedì grasso, inizia il periodo del semla (al plurale semlor), una sorta di pane dolce aromatizzato al cardamomo, ripieno di panna montata e pasta di mandorle.

Qui a Luleå i primi semlor hanno iniziato a fare la loro comparsa tra gli scaffali del supermercato e le vetrine dei negozi alimentari qualche settimana fa, quando ne ho assaggiato uno per la prima volta. Mi sono seduta al tavolo della deliziosa panetteria-pasticceria locale, Bensbyns brödbutik och café, e ho lasciato che il suo sapore pieno e mai troppo dolce (a dispetto di quanto gli ingredienti possano far sospettare) mi conquistasse, a poco a poco. 

 

Bensbyns brödbutik och café, Luleå. Foto da www.bensbynsbrod.se

Foto tratta dal profilo twitter di Semmelmannen

Così, incuriosita dalla storia di questo dolce, mi sono un po’ documentata. Storicamente, i semlor erano dei panini dolci, senza ripieno, che venivano mangiati ogni martedì di Quaresima, fino a Pasqua, in accompagnamento a del latte caldo. La semplicità di questo pasto, con il passare del tempo, è stata arricchita dalla presenza della panna e della pasta di mandorle, che ne hanno fatto un dolce tipico locale.

E pare che gli svedesi ne vadano matti al punto da cospargere le pagine dei giornali di articoli e consigli sui migliori posti in cui assaggiare un semla d’eccezione. Addirittura, dal 2011 al 2014, nel periodo tra il primo febbraio e il Martedì grasso, un “uomo-semla” (semmelmannen) ha assaggiato un dolce al giorno, in una pasticceria diversa di Stoccolma e dintorni, per poi scriverne una recensione sul suo blog.

Io non mi cimenterò nell’impresa, ma per chi volesse farlo, ecco una delle ricette del semla che si possono facilmente trovare su internet.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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