Il rito dello sghiacciamento dell’auto

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Parlare di automobili, a dirla tutta, mi mette un po’ in difficoltà. Stento a riconoscerne i modelli e le case, di solito le distinguo per colore e faccio sempre fatica a ricordare dove ho parcheggiato, a meno che non ci sia un chiaro appiglio visivo di riferimento. Però, vivendo al nord e, soprattutto, avendo vissuto l’esperienza di come si sta con un’auto d’inverno, mi sento in dovere di affrontare l’argomento.   

“Togli la neve dal tetto dell’auto” – immagine presa da internet


Le conclusioni sono che sì, avere e gestire un’
auto durante l’inverno lappone non è così male, ma è senza dubbio faticoso, jobbigt, per dirla à la svedese. Intanto, ecco ciò che serve:

  1. A partire da un punto imprecisato dell’autunno (15 ottobre? O 15 novembre? Ecco, intorno a quel periodo) occorre procedere al cambio delle gomme. Si può fare da soli, oppure si può andare dal meccanico, ma il risultato non cambia. È obbligatorio avere le gomme chiodate.

  2. Se non si dispone di un garage o di un posto auto, si deve prenotare e prendere in affitto. Il garage di solito è riscaldato, mentre il posto auto dispone di un attacco elettrico che va collegato alla macchina e serve per tenere il motore pronto alla partenza. Altrimenti, se le temperature sono troppo rigide, l’auto al mattino vi regalerà una sopresa. Provate a farla partire.

  3. Oltre a ciò, avere un buon sistema antighiaccio interno (incorporato all’auto o accessorio) è fondamentale.

Perché? Il punto 3 conduce a una conseguenza importante: qualora l’auto non sia sufficientemente riscaldata, si deve infatti procedere al rituale mattutino dello sghiacciamento.

Il rituale dello sghiacciamento – immagine presa da internet

Quest’ultimo prevede un’operazione molto lunga e tormentata di eliminazione completa del ghiaccio da finestrini, specchietti laterali e vetri dell’auto, fino a quando la visibilità del guidatore non sia stata raggiunta.
In altre parole: di mattina, quando è ancora buio e la temperatura è di una manciata abbondante di gradi sotto lo zero, si esce armatti di raschietto (se ne trovano di diverse fogge colori e dotati di svariate funzionalità) e si opera su tutte le superfici trasparenti del veicolo. Rovinose scivolate per intrattenere i vicini, improperi e mani insensibili sono solo alcune delle conseguenze di questo meraviglioso rito invernale.

Alla fine so solo una cosa, che non riesco a togliermi dalla testa il video Ironic di Alanis Morrisette, in cui lei canta e se la viaggia all’interno di un’auto canadese parimenti ghiacciata.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram