Jävre turiststation, l’edificio sul lato sbagliato della strada

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

C’era una volta in Svezia, anzi in Norrbotten… un tratto di spiaggia molto suggestivo, affacciato sul mare, sfiorato (talvolta frustato) dal vento. Durante l’inverno addirittura coperto da un manto nevoso.
Già durante gli anni trenta, i bambini e le famiglie residenti nel comune di Piteå gravitavano attorno a questa fascinosa marina di Jävre, rendendola meta di lunghi soggiorni estivi, tra un (quasi) sole di mezzanotte e l’altro e un surströmming (aringa fermentata) dopo l’altro. Passavano gli anni, ma il successo di questo splendido posto non accennava a fermarsi. Quindi, a un certo punto, comune e imprenditori misero gli occhi su questi luoghi, dandosi da fare per sviluppare servizi e infrastrutture ‘al servizio del popolo’. 

Bambini in vacanza presso la marina di Jävre. Foto scattata negli anni Trenta e ripresa dal sito del Piteå museum (www.piteamuseum.nu)

C’era chi si occupava del collegamento tra Norrbotten e Västerbotten (via Jävre) con un importante snodo viario, la E4, e chi pianificava lo sviluppo di servizi turistici come case-vacanze e strutture per il campeggio. Ma non solo. All’inizio degli anni Sessanta si verificò una svolta epocale per la Lapponia svedese: era giunto il momento di costruire la prima area di sosta pensata per il turismo automobilistico. Ed ecco che nel 1967 inaugurava la meravigliosa stazione di Jävre (Jävre Turiststation). Progettata dall’architetto Gunnar Lehtipalo, essa era pensata come “un portale per il turismo diretto verso il Norrbotten e la calotta artica. Gli automobilisti potevano fermarsi qui per chiedere informazioni, comprare souvenir e godere del panorama circostante”. Infatti, la sua struttura avveniristica in cemento armato, dotata di una ampia finestratura in facciata, permetteva al visitatore di ammirare il mare e la marina a ciclo continuo, senza fine (volendo). 

Nel mentre, però, qualcosa è andato storto.

Jävre Turiststation, oggi (foto della sottoscritta)

Proprio in quel lontano 1967, quando l’area di sosta aveva inaugurato da poco e si ergeva impettita sul lungomare, il governo svedese prese una decisione drastica: era arrivato il momento di cambiare il senso del traffico. Si passava dalla guida sul lato sinistro (come in Gran Bretagna) a quella sul lato destro (come nel resto d’Europa). In questo modo, però, la Jävre Turiststation si era venuta a trovare sul lato sbagliato della strada. Gli automobilisti che passavano di lì, invece di fermarsi tiravano dritto, verso la loro destinazione ultima, senza badare alla bella stazione.

Prima ancora di potersi gloriare delle sue qualità, essa andò incontro a uno sventurato destino. Nel 1975 venne venduta e, dopo aver svolto per qualche anno la funzione di reception e accoglienza per le case-vacanze, fu chiusa e abbandonata per circa vent’anni.
Questo fino al 2003, quando finalmente, riconosciutone il valore storico-culturale, la Turiststation è stata vincolata. Quello stesso anno sono inoltre partiti i lavori di restauro, condotti dal Norrbottens museum, e riguardanti sia gli esterni sia gli interni. 

A oggi la struttura rimane uno dei miei edifici moderni preferiti della regione. Ora attendo di trovarla aperta per poter visitare anche gli interni di quel meraviglioso luogo dal sapore vintage, tra passato e futuro.

Jävre Turiststation prima del restauro (2001-2003). Foto: Daryoush Tahmasebi ©Norrbottens museum
Interni della stazione turistica dopo il restaturo. Foto: Daryoush Tahmasebi ©Norrbottens museum
Interni della stazione turistica dopo il restaturo. Foto: www.byggnadsvard.se

La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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