La Svezia di Pippi Långstrumpf

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

«Se intanto vorrai essere così gentile da dirmi qual è il tuo vero nome» disse la maestra, «io lo scriverò nel registro di classe».
«Mi chiamo Pippilotta Pesanella Tapparella Succiamenta, figlia del capitano Efraim Calzelunghe».
(A. Lindgren, Pippi Långstrumpf)

Ingrid Vang Nyman, illustrazione per il libro Pippi Långstrumpf (1945)

Considerata la mia imminente partenza svedese, una cara amica, per Natale, mi ha regalato il libro di Pippi Långstrumpf, che altri non è che la nostra Pippi Calzelunghe. Decisa a intraprendere letture locali per conoscere meglio le caratteristiche e le storie di questa cultura, oggi mi sono addentrata tra le pagine del libro, sempre con un sorriso stampato in viso, è ovvio.
Coincidenza vuole che io sia molto legata a questo personaggio: quando ero piccola, infatti, mio papà mi chiamava Pippi Calzelunghe perché amavo sedermi a testa in giù e gambe all’aria; e negli anni a venire, con l’adolescenza, il soprannome mi è rimasto incollato addosso, a causa delle calze stravaganti che talvolta amavo indossare (non che oggi, poi, questo non accada più).

La storia, composta nel 1945 dalla scrittrice per l’infanzia Astrid Lindgren, narra le mirabolanti e improbabili avventure di questa forzuta e stravagante bambina, Pippi, che vive a Villa Villacolle insieme a una scimmietta e un cavallo e si mette alla guida della sua personale ciurma, composta da lei e dai figli dei vicini, Annika e Tommy.
Le vicende, non propriamente ambientate in Lapponia, si svolgono sullo sfondo di un’altra località svedese a cui, per svariati motivi, sono molto legata: la piccola località di Visby, situata sull’isola di Gotland (Svezia meridionale, a circa tre ore di traghetto da Stoccolma). Proprio a pochi chilometri da qui, oggi, si trova il parco tematico e acquatico chiamato Il villaggio di Pippi (Kneippbyn), dove Villa Villacolle (Villa Villekulla) è aperta e visitabile.

Visby, Villa Villekulla all’interno del Villaggio di Pippi

Ma non è tutto. A dimostrazione del forte impatto che la Lindgren, con i suoi racconti, ha avuto sull’immaginario svedese ed europeo, basti ricordare qualche altro dettaglio. La traduzione delle sue storie in svariate lingue, ad esempio, oppure la realizzazione di una serie tv e di due film dedicati a Pippi Calzelunghe, doppiati anche per l’Italia, dove sono arrivati nel 1970. Senza contare che l’artista svizzera Pippilotti Rist deve il suo nome d’arte proprio al personaggio di Pippi.

Ancora, altri omaggi all’autrice sono presenti a Vimmerby, dove ha vissuto per buona parte della sua vita e dove di recente è stato eretto un monumento a lei dedicato, proprio vicino a quella che era la sua residenza, e nella capitale: a Stoccolma, infatti, si trova la Casa delle Fiabe Junibacken (Junibacken), un centro culturale dedicato ai bambini, ma adatto anche agli adulti che vogliono continuare a sognare.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

2 commenti

Arianna · 27 Gennaio 2017 alle 15:31

Grazie mille per queste preziose info! Io nata in pieni anni ’70 sono cresciuta e ho imparato a sognare con Pippi Calzelunghe! Prima o poi andrò a visitare quei suoi luoghi in Svezia anche io 😊

    lamiavitasenzatacchi · 27 Gennaio 2017 alle 16:57

    Grazie Arianna, siamo praticamente coetanee, quindi capisco perché anche io sono cresciuta con lei! Una visita svedese vale la pena 🙂

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