Se chiedete a uno svedese del sud (e specialmente a un nollåtta*) che cosa pensa del Norrbotten, sicuramente vi parlerà di un mondo ‘altro’, sempre buio e freddo, che forse ha visitato una volta nella sua vita. Lo scorso anno, mentre trascorrevo un weekend a Stoccolma, ho rivelato a un negoziante di essere italiana e di vivere a Luleå. La sua risposta, condita da uno sguardo sprezzante, è stata un secco: good luck. Devo ancora capire questa divergenza di prospettive, soprattutto considerando che la Svezia è un unico Paese – lungo, è vero -, parimenti caratterizzato da buio e freddo durante l’inverno. In altre parole: se visitate Stoccolma a novembre, alle 14 noterete che il crepuscolo si sta già impossessando della città.

Tuttavia, nel Norrbotten (e nel Nord della Svezia più in generale), ammetto ci siano delle peculiarità di vario tipo: gastronomiche, abitudinarie, ma anche linguistiche. Una di queste sta proprio nel modo di dire di sì.
Il ‘sì’, in generale, è una parola che piace molto allo svedese: si confà alla sua natura educata, che non ama contraddire e rifiutare richieste di vario tipo. Per dire la sua, uno svedese vi dirà magari ‘sì, ma…’ oppure nja, crasi tra ja e nej, e per tirarvi un bidone dirà che questa sera ‘forse’ uscirà con voi.
Al Nord, il rientra in due grandi categorie: quello che riceverete come risposta e quello di assenso, mentre state ascoltando una conversazione. Nel primo caso, la variazione è minima, poiché si tende a dire (e scrivere) jo al posto di ja. Nel secondo, invece, la differenza è incredibile.

Durante i primi mesi di permanenza a Luleå, non potevo fare a meno di stupirmi di fronte a uno strano suono aspirato che ricorreva in ogni luogo. Nei negozi, a scuola, sul bus, per strada. Si trattava di un suono a cui non ero abituata, completamente nuovo per le mie orecchie mediterranee, reso solo parzialmente da questo video registrato un po’ più a sud, a Umeå – in Norrbotten il suono è ancora diverso e più marcato, prolungato.

Questa, invece, la pubblicità di una birra locale, che ritrae alcuni abitanti del Norrland alle prese con un dialogo al limite del surreale.

Chissà se, rimanendo qui, inizierò anche io ad adottare questa abitudine.

 

* Nollåtta (letto nolotta, significa 08) è il prefisso telefonico di Stoccolma: in italiano può essere tradotto come fighetto.
** Didascalia dell’immagine in testa alla pagina: Staffan Widstrand/imagebank.sweden.se


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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