Sentieri d’autunno: Luleå-Antnäs A/R

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Uscire all’aperto e passeggiare a contatto con la natura (att vandra) è un’abitudine radicata nella vita della maggior parte degli svedesi. E questo succede soprattutto al nord, dove non ci sono grandi inurbamenti e la natura comincia laddove finisce una via. Per me, ciò non rappresenta ancora una vera e propria routine, ma all’opposto una piacevole eccezione. Non a caso, quando, di recente, mi hanno chiesto: “ma domani ti vesti normalmente o con gli abiti da escursione nel bosco?”. Ecco, proprio in quel momento, mi sono resa conto che, a quasi tre anni dal mio trasferimento in terra lappone, no, non possiedo ancora abiti ‘da escursione’ (a parte dei sovrapantaloni invernali), solo quelli ‘normali’. 

Dopo questo breve incipit, torniamo a oggi. Perché ancora una volta, l’autunno ha spalancato le sue porte, qui in Norrbotten. E, a dirla tutta, non rimane molto tempo per stare all’aria aperta con delle temperature miti, un po’ di luce e, soprattutto, senza ghiaccio e neve a terra.
Perciò, incuriosita da questa guida di Visit Luleå, ho deciso di seguire le tracce di un percorso che non fosse troppo lontano da casa. Il punto di partenza è la chiesa di Antnäs, un piccolo centro situato a una 20 di km da Luleå e raggiungibile con un breve tragitto in auto. Da qui, si avvia un itinerario circolare di circa 10 km, che attraversa tratti di foresta, affianca acquitrini e terreni paludosi, per poi aprirsi e lasciare spazio a quelle che un tempo erano fattorie dedite al pascolo delle mucche. Le case, purtroppo, oggi sono disabitate e perlopiù vuote, fatta eccezione per alcuni edifici, che sono diventati saune o stugor (casette a camera unica dove poter sostare).

Il cammino, inoltre, è scandito da una serie di sculture lignee eseguite dall’artista locale Gunnar Hansson che contribuiscono al popolamento (seppur fittizio) dell’area. Non ci sono scale dimensionali e fili conduttori che tengano: si va dai troll giganti alle bacche su piedistallo, dai gufi a grandezza naturale alle lepri sovradimensionate. Tutto è reale e tutto è fiaba.


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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