“I don’t care if Monday is blue”…

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Ebbene signori, siamo quasi arrivati a Pasqua. E no, non poteva proprio mancare un mio post sul tema, più precisamente sui curiosi nomi che gli svedesi hanno appioppato ai giorni della settimana santapardon, “settimana tranquilla”. Stilla veckan è infatti il modo in cui viene comunemente chiamata la settimana successiva alla Domenica delle Palme e precedente la Pasqua. Ed ecco tutto il resto.

Robert Smith (The Cure) durante una performance live - immagine tratta da internet
  • Blå måndag: se fino a oggi pensavate che il Blue Monday fosse un affare esclusivo della new wave anni Ottanta, dai New Order ai Cure, vi siete sempre sbagliati. Anche gli svedesi associano il loro lunedì pre-Pasquale con il blu. L’origine incerta di questa associazione viene fatta risalire a una tradizione tedesca, dove il colore degli abiti talari indossati questo giorno era proprio questo.

Vit tisdag: il martedì è bianco e candido, perché in origine era l’ultimo giorno (prima della Pasqua), in cui si potevano consumare uova e farina. Oggi un periodo si dice bianco quando ci si astiene da uno degli amori e, al tempo stesso, dei tabù più importanti di questo Paese, l’alcol.

Dymmelonsdag: già. Dymmel è il “batacchio” della campana, che proprio di mercoledì (santo) veniva sostituito – si passava da quello in metallo a quello in legno.

Campana con batacchio in legno - immagine tratta dal sito del Nordiska museet

Skärtorsdagen: nome più comune e vicino alla nostra tradizione. L’aggettivo skär significa infatti “pulito”, in riferimento alla lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli.
Långfredagen: il venerdì santo è lungo perché, sempre secondo la tradizione religiosa, è il giorno pieno di dolore in cui Gesù va incontro alla Crocifissione. Calato nella realtà contemporanea, il venerdì santo è un lungo giorno di riposo, giacché festivo.

Il weekend festivo, invece, non vanta nomenclature particolari. Quindi, per oggi, mi fermo qui. E Glad Påsk a tutti! 


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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