Un nerd-tour per dighe e centrali lungo il fiume Lule

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Se si è appassionati, tra le altre cose, di architettura, a volte i tour, le gite fuoriporta e anche le vacanze più lunghe, perché no, possono raggiungere livelli di nerditudine molto elevati. Se si è in due, ci si fomenta a vicenda e le cose possono precipitare. Se poi un amico dei tempi del dottorato si aggiunge al carrozzone, venendo a trovarti nelle lande sperdute della Lapponia svedese… beh, allora la situazione può decisamente sfuggire di mano.  

Il fascino di dighe e centrali

Sin da quando ero bambina (forse più ragazzina dai), ho sempre subito il fascino delle dighe e delle centrali. Con gli amici della montagna, d’estate organizzavo dei fantastici pic-nic. Alla centrale idroelettrica. Ora l’idea mi sembra quantomeno bizzarra, ma allora trovavo meraviglioso sedere in biblico su spianate in cemento, capaci di sdrucire i jeans in un microsecondo, mentre il panorama degli impianti si dispiegava attorno a noi. 

Oggi le cose sono cambiate. Niente più pranzi al sacco, solo gite alle dighe. In Norrbotten poi, è ancora più semplice, dal momento che, da solo, il fiume Lule (da cui Luleå prende il nome) ne vanta ben 15, capaci di produrre energia idroelettrica in grandi quantità. Ecco, quindi, il percorso fatto qualche tempo fa in nome delle dighe della Lapponia svedese. Non so se chiamarla escursione è proprio azzeccato, ma insomma, questo giro si può fare tranquillamente in giornata. Certo, trascorrendo molte ore alla guida. E partendo presto, intorno alle 9, per essere di nuovo a casa a mezzanotte.

Il nerd-tour tappa per tappa (in sintesi)

 La prima tappa vede protagonista la diga di Akkats, a circa due ore d’auto da Luleå, appena fuori Jokkmokk. Il suo aspetto fascinoso risiede non solamente nella sua maestosità, ma anche nelle decorazioni dipinte dagli artisti Bengt Lindström, Lars Pirak e Lars J:son Nutti, che si sono ispirati a tematiche sami per dare vita a un grande ciclo pittorico intitolato Uvssat davás (“Le porte verso Ovest”).

Diga di Akkats con dipinto “Le porte verso Ovest” di Bengt Lindström, Lars Pirak e Lars J:son Nutti. 
Foto: agosto 2019

♦ Poi, 30 minuti di strada più tardi, arriva il turno di Harsprånget, che si presenta un po’ più malinconica, soprattutto a fronte di un paragone impietoso come era-come è. Prima della costruzione degli impianti, infatti, il fiume formava qui una cascata, presto divenuta un luogo turistico abbastanza popolare, presso cui era possibile pernottare. Oggi, purtroppo, le rapide hanno lasciato spazio a un panorama naturalistico arido e asciutto, che niente ha a che vedere con la potenza sublime del passato.

A sinistra: le cascate di Harsprånget come erano e come sono oggi. Foto: agosto 2019

 A una decina di minuti, proseguendo verso nord, si trova poi la vecchia centrale idroelettrica di Porjus, dove è possibile capirci qualcosa di più, seguendo una delle visite guidate gratuite (in svedese o in inglese) che ci ha condotto tra le sale delle turbine e nella incredibile stanza dominata dall’imponente pannello di controllo in marmo bianco di Carrara (v. foto qui sotto).

 Il nostro tour super-nerd a caccia di centrali idroelettriche in realtà si è fermato qui. Ma non contenti, abbiamo proseguito verso il colle di Dundret (circa 800 metri sopra il livello del mare), da dove è possibile godere di una vista sulla città di Gällivare e (meno panoramico) sulla enorme miniera a cielo aperto di Aitik. Quel giorno abbiamo anche avuto la fortuna di incontrare delle renne al pascolo, che ovviamente si sono allontanate non appena ci hanno avvistato.

 Infine, abbiamo proseguito per Malmberget che, insieme a Kiruna, è uno dei centri che si sta  muovendo a causa delle miniere di ferro. Definirei quasi lugubre il breve giro sotto un cielo gonfio di pioggia tra le case in demolizione, quelle ancora in piedi, ma silenziose e abbandonate, e quelle su ruote, pronte al prossimo spostamento.

E queste, tutte insieme, sono solo alcune delle meraviglie e delle condanne della regione in cui vivo, il Norrbotten.

Panorama dal colle di Dundret. Foto: agosto 2019

Malmberget, casa in demolizione. Foto: agosto 2019


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La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

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