Tre anni di me e di Luleå

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Uh, come passa il tempo. Tempus fugit. Il tempo vola. Il tempo scorre incessantemente come l’acqua. 

Ebbene sì. Sono ormai passati tre anni da quel sabato sera umido, tipico del gennaio milanese, in cui sono riuscita ad abbracciare con lo sguardo quasi tutte le persone importanti della mia vita. Tutte lì, tutte insieme. Racchiuse nella stessa stanza.
E sono trascorsi tre anni dal mattino della partenza per Luleå. Valigie ammassate in un appartamento pronto a essere abitato da altri. Un toc toc alla porta. E l’amico di sempre che viene a salutare da un’altra città, di sorpresa. Mi riempie di Geffer, perché “chissà cosa ti capiterà di mangiare quando sarai lassù”. Un passaggio all’aeroporto di Linate, e i saluti con gli occhi lucidi.
Le commozioni delle partenze, e delle ripartenze, che ritrovo sempre nello sguardo di mi sta accanto, anche da lontano.

Già. Mi sono lasciata travolgere da un attimo di velata malinconia, in queste riflessioni a posteriori. Ma lo scopo del post era un altro. Cercare di pensare, invece, a tutte le cose nuove che ho vissuto, provato e imparato in questi tre anni che, proprio così, sono scappati in corsa.

C'è sempre una prima volta...

Anche a quasi quarant’anni. Ecco le mie.

  • Sono sempre stata negata per le attività pratiche, mentre qui in Svezia tutti sono capaci di fare da sé nelle più svariate situazioni. Il mio sguardo punta verso il cielo e la mia testa adora vagare tra le nuvole, per questo sono così maldestra. Però ho fatto i miei due primi orli ai pantaloni con la macchina da cucire.

  • Ho iniziato a stirare. Intendiamoci, lo faccio due domeniche all’anno, e ogni volta che accade i gatti mi osservano incuriositi, cercando di capire che cosa sia quella creatura metallica che emette una strana nuvola.

  • Ricollegandomi a quanto scritto qui sopra, sono diventata una gattara, grazie a Monke, adottato nel 2017, e Aska, preso nel 2018 in una fattoria.

  • Di recente sono stata  a una battuta d’asta. E mi sono divertita un sacco. Sono tornata a casa con tre oggetti che non funzionano, presi solo in virtù della loro bellezza… ma questa è un’altra storia.
Telefono Cobra degli anni Cinquanta e TV Hitachi degli anni Settanta
  • Sono riuscita a imparare una nuova lingua da zero. Certo, la strada per arrivare a una padronanza piena e completa dello svedese è ancora lunga (e io non sono mai soddisfatta di me stessa), ma sono forse a un buon punto. Almeno discreto, dai.

  • Ho camminato sul mare ghiacciato di Luleå. Devo ammetterlo, l’ho fatto spesso il primo anno, poi mi sono impigrita, ma quest’anno mi sono ripromessa di stare di più all’aperto, soprattutto nei mesi invernali.

  • Sono stata più volte oltre il Circolo Polare Artico. Certo, questo è piuttosto semplice, vivendo a circa 100 km più a sud.

  • (Queste le metto insieme) Sono stata due volte sulla slitta trainata dai cani, su ghiaccio e su neve, e ho guidato la kicksled (lo slittino su lame che si guida in maniera simile a un monopattino).

  • Ho firmato il mio primo contratto a tempo indeterminato. Mi sono sempre chiesta come potesse essere questo momento. Nel mio personale immaginario era tutto un rimescolarsi di emozioni forti e un risuonare di melodie angeliche. Ma poi ho ricevuto la notizia mentre ero a letto, semi-incosciente a causa di una influenza intestinale, e non me ne sono quasi accorta.

  • Infine… ho ammirato la meravigliosa danza che l’Aurora Boreale compie nel cielo. E niente, non si può descrivere. Perciò, se siete curiosi, non vi resta che visitare il Norrbotten.

La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram