Un giorno a Piteå

Pubblicato da La mia vita senza tacchi il

Non lontano da Luleå, a circa un’ora di autobus, si trova Piteå, rinomata nella zona per la sua vocazione turistica marittima − beninteso, durante i mesi estivi. Una volta sui mezzi, lo scenario a cui assisto dal finestrino del bus, in una splendida giornata di fine febbraio, è una distesa innevata, alternata a qualche casa e a tanti, tanti alberi. Più o meno così.

Lungo la strada che unisce Luleå e Piteå

Una delle vie principali di Piteå

Piteå, cittadina che oggi conta poco più di 40.000 abitanti (ma si deve considerare che sino all’inizio del Novecento ce n’erano soltanto 2.500), ha una storia simile a quella di Luleå/Gammelstad: fondata nel Seicento e distrutta da un incendio verso la fine del secolo, viene poco dopo spostata nella sua sede attuale. A differenza di Luleå, però, è riuscita a mantenere un nucleo storico-architettonico più evidente. E questo nonostante le guerre e le devastazioni a cui è andata incontro fino all’inizio del Novecento; senza contare, inoltre, tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, il Million Programme (Miljonprogrammet), programma di housing sociale che ha portato alla distruzione di interi quartieri di svariate città svedesi.
E sì, giusto, il piatto tipico della città è il pitepalt, un insieme di simil-canederli ripieni di carne, disponibile in alcune varianti: il flatpalt vegetariano (cioè senza ripieno), oppure il ben più truculento blodpalt, a base di sangue di manzo o renna.

La mia giornata, dunque, è andata circa in questo modo: dopo un giro tra le vie principali, affiancate su entrambi i lati dalle tradizionali costruzioni in legno colorato, e una circumnavigazione della chiesa, la meta della mia giornata a Piteå è però un’altra: lo Stadshotell cittadino, edificio elegante e imponente costruito nel 1906, come suggerisce il nome del ristorante interno.

Qui, infatti, è occasionalmente ospitata una fiera dedicata alla degustazione di birre e whisky locali e provenienti da diverse parti del mondo (non mancano birre dalla Nuova Zelanda e gli autentici whisky scozzesi, ad esempio). Dopo quasi due mesi qui, ho avuto allora la possibilità di trascorrere un pomeriggio autenticamente svedese, tra bicchieri, lunghe tavolate che emanano chiacchiere e prodotti locali.

La chiesa di Piteå

Stadshotell, Piteå

Öl- och whiskymässan 2017, Piteå

Scalone principale dello Stadshotell, Piteå


La mia vita senza tacchi

Assidua lettrice, moderatamente grafomane, serie tv-dipendente, incallita girovaga, smodata ammiratrice (senza speranza) di Andy Warhol e David Bowie. E, già, per niente sportiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram